La cooperazione vede riconosciuti il valore e l’importanza dei propri produttori

IMG_5290Si è chiuso positivamente l’accordo quadro 2017 sulla determinazione della resa per ettaro delle uve destinate a Asti docg e Moscato d’Asti docg. Il comparto dell’uva Moscato rappresenta da sempre una colonna portante dell’economia regionale piemontese, avendo all’attivo più di 2900 aziende agricole impiegate nella conduzione dei circa 9600 ettari vitati, da cui si produce mediamente ogni anno circa 720.000 Hl di vino, tra “Asti” e “Moscato d’Asti” DOCG. L’accordo, che prevede una resa di 80 quintali per ettaro con la possibilità di sbloccare entro febbraio altri 10 quintali qualora il mercato lo richieda, soddisfa Cantine cooperative, Case spumantiere e Produttori ai quali verrà inoltre riconosciuto un aumento di 50 centesimi al quintale.

“Siamo soddisfatti dell’accordo raggiunto – commenta Stefano Ricagno, vice presidente del Consorzio per la tutela dell’Asti in rappresentanza delle cooperative agricole del comparto. Gli 80 quintali per ettaro, con la possibilità di aggiungerne ulteriori 10, e i 50 centesimi in più a quintale dimostrano con chiarezza il ruolo di primo piano che la cooperazione assume in questo settore. Si tratta di un accordo equo, fondato su una visione di lungo periodo, che soddisfa tanto le esigenze di chi imbottiglia quanto quelle delle Cantine Cooperative. A tutto vantaggio del consumatore.”

“L’accordo quadro, ed in particolare l’accordo tra le sottocategorie della Cooperazione e delle Case spumantiere, – sottolinea il segretario di Fedagri Confcooperative Piemonte Davide Viglino – riconosce il fondamentale apporto delle Cantine cooperative all’interno della filiera e conferma lo spirito d’intesa e collaborazione tra la componente agricola e quella industriale, rappresentate all’interno del Consorzio di Tutela.”