Sostenibilità sociale e ambientale: la Cooperativa Sociale Liberamensa ospite al CFIQ di Pinerolo

È terminata nelle scorse settimane la fase di incontri di competenza del consorzio Gest-Cooper tra le scuole superiori e le organizzazioni “verdi” nell’ambito del progetto APP.VER – Apprendere per Produrre Verde: ospite del CFIQ “Il Germoglio” di Pinerolo (TO) la Cooperativa Sociale Liberamensa di Torino, che dal 2008 offre opportunità di reinserimento attraverso la formazione ed il lavoro a persone in stato di detenzione. In questa logica sono nati, all’interno del carcere di Torino, servizi di catering e gastronomia, il panificio “Farina nel sacco”, il vivaio “Terre e aria” in cui si produce zafferano ed infine un ristorante. Lia Bianco, Professoressa dei ragazzi, ha commentato: “I ragazzi della 2tr cucina hanno incontrato il presidente della Cooperativa che ha raccontato l’esperienza di Liberamensa e del panificio Farina nel Sacco. Due progetti belli, utili e “fatti bene”, che hanno proiettato i ragazzi in un mondo a loro sconosciuto e stimolato curiosità e sensibilità. Abbiamo terminato l’incontro con la degustazione dell’ottimo pane preparato dalla cooperativa attenta alle materie prime e a come vengono lavorate. La testimonianza andrà ad arricchire il lavoro che si sta facendo in seno al progetto APP.VER. Grazie a Confcooperative che ha permesso questo bellissimo incontro.” 

Quale il valore della sostenibilità per Liberamensa? “La nostra Cooperativa opera all’interno del carcere di Torino con un laboratorio di panificazione e una cucina” spiega Piero Parente, Presidente di Liberamensa,“prepariamo i nostri prodotti da forno utilizzando farine macinate a pietra, i cui grani sono coltivati prevalentemente in provincia di Torino e Cuneo. Il nostro obiettivo è il reinserimento lavorativo dei detenuti, che sono prima formati e poi assunti: al momento, al nostro interno, ne impieghiamo cinque. Per noi la sostenibilità ha una doppia valenza, da un lato considerata la qualità del prodotto, a km zero, dall’altro invece abbiamo il versante della sicurezza e legalità: il panificio è uno strumento di reinserimento lavorativo molto potente. Sostenibilità per noi significa quindi anche ragionare intorno al tema della legalità, per non scontare la pena come punizione ma mettendo i detenuti nelle condizioni di riabilitarsi all’interno della società, imparando un mestiere e mettendosi in gioco.” Grande il valore aggiunto di portare la propria esperienza all’interno della scuola: “La nostra Cooperativa Sociale, tra le altre, è più chiusa, portando avanti i suoi progetti principalmente all’interno del carcere, luogo visto ancora oggi tramite filtri cinematografici dalla maggior parte delle persone. Diventa quindi fondamentale portare nelle scuole l’esempio, la testimonianza che anche nei luoghi più improbabili, laddove però ci sia il desiderio di mettersi al lavoro provando a superare gli ostacoli, si possano fare molte cose”.